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Da La Bohème – Atto I

Che gelida manina – Sì, mi chiamano Mimì - O soave fanciulla

 

I bohemien si arrangiano per sbarcare il lunario nella Parigi dei primi dell’800. Il poeta Rodolfo condivide il misero appartamento con altri artisti, suoi amici. Ma è da solo quando sente bussare alla porta. E’ Mimì, la loro vicina, in cerca di una candela per accendere un lume.

I due giovani si raccontano, turbati da questo incontro casuale e felici di restare in penombra per cercarsi, sfiorarsi, corteggiarsi.

“In te ravviso il sogno che vorrei sempre sognar”. E’ l’inizio di un amore travagliato, bello e giovane, pieno di passione ma ostacolato dalla povertà e dalla malattia di Mimì.

 

 

Da Tosca – Atto I

 

 

Mario! Mario! Mario! - Ah, quegli occhi... - Qual occhio al mondo può star di paro

 

 

A Roma nel 1800 si respira un'aria di rivoluzione, Cavaradossi è un pittore ribelle che cospira contro il governo della città. Anche nel cuore della passionale cantante Floria Tosca c'è rivoluzione.

Lei ama Mario Cavaradossi ma non si fida di lui, non si fida degli uomini.

I due si incontrano nella basilica di S. Andrea della Valle dove il pittore sta completando un dipinto. L'atteggiamento di Cavaradossi scatena la gelosia di Tosca.

Ma Mario sa come addolcirla e la loro storia d’amore prosegue fra sogni e speranze. 
 

 

 

Da Madama Butterfly – Atto I

 

Bimba, bimba, non piangere – Viene la sera – Vogliatemi bene

 

 

A Nagasaky, all’inizio del ventesimo secolo, la giovane Ciò Ciò San, madama Butterfly, si ribella alla sua famiglia e sposa l’ufficiale di marina americano Pinkerton sognando una nuova vita. Pinkerton la consola per il ripudio che ella ha ricevuto dalla sua famiglia, “non piangere, tutta la tua tribù non vale il pianto dei tuoi occhi”, poi si accinge ad imbarcarsi sulla nave che lo porterà lontano per tanto tempo. “Vogliatemi bene, un bene piccolino” chiede dolcemente Butterfly al suo sposo, “sei mia per tutta la vita risponde lui”. Si prospetta un lungo distacco per i due giovani sposi, una lontananza che vivranno con sentimenti molto diversi.

 

 

Da Turandot – Atto I

 

Signore ascolta – Non piangere Liù

 

 

Liù è l’ancella di Timur, il re tartaro spodestato. Siamo a Pechino, al tempo delle favole, Timur incontra suo figlio, il principe Calaf, intenzionato a risolvere i tre enigmi che gli darebbero il diritto di sposare Turandot, la principessa di ghiaccio.

Liù sa che Calaf rischia di morire e lo implora “Signore ascolta”, tuo padre ed io, dopo tanto cammino, non potremmo sopportare di vedere la tua morte.

Ma Calaf accetta la sfida di Turandot e affida suo padre a Liù: “se domani rimarrà solo al mondo, portalo via con te” e prenditi cura di lui.

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